HOME

 

 

Conoscere Messina

La Storia

Le Ville

Le Biblioteche

I Musei

Uomini Illustri

I Monumenti

Le Fontane

I Palazzi

Le Edicole votive

Gli Eremi

Le Feste Religiose

Arti e Tradizioni

Messina a Tavola

Galleria fotografica

C'era una volta...MESSINA

                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                       

   

Uomini Illustri

 

Antonello da Messina

Francesco Maurolico

Natale Masuccio

Filippo Juvarra

Antonio Maria Jaci

Giacomo Minutoli

Carlo Falconieri

Felice Bisazza

Giuseppe La Farina

Giuseppe Seguenza

Tommaso Cannizzaro

Angelo Paino

Gaetano La Corte Cailler

Ettore Castronovo

Gaetano Martino

Salvatore Pugliatti

 

Carlo Falconieri

 

 

Nato a Messina il 20 ottobre del 1809, giovanissimo vi esordiva come scrittore d'arte: aveva appena venti anni  quando diede alle stampe, a Firenze, un suo erudito e particolareggiato studio su un dipinto del pittore Andrea Suppa, conservato nella chiesa messinese della Santissima Annunziata dei Teatini.

Nella sua città si forma artisticamente presso la scuola del pittore Letterio Subba, ma il suo spirito ribelle ed avventuriero lo porta a partecipare alle prime sollevazioni liberali fino al 1827, anno in cui gli viene offerta da Francesco I la direzione dei Pensionati delle Belle Arti a Roma.

Il temperamento irrequieto lo porta ancora a vagabondare e, nel 1831, è  a Firenze per poi tornare nuovamente a Roma, dove rimane per circa 12 anni. Insieme agli architetti Francesco Gasperoni e Giuseppe Servi fonda un giornale d'informazione e di critica artistica, " il Tiberino", in difesa del neoclassicismo e in aperta condanna del romanticismo. Nel 1833 progetta un cimitero monumentale a Napoli e, tornato nella sua Messina nel 1842, perchè chiamato dal Senato in occasione delle feste  secolari della Madonna della Lettera con l'incarico di eseguire una "macchina" per i fuochi pirotecnici, progetta e realizza la fontana celebrativa per la piazza Ottagona ( oggi in piazza Basicò), il Palazzo del Peculio Frumentario e un tempietto destinato ad accogliere il monumento a Francesco Maurolico, all'interno della odierna Villa Mazzini (1859). Ma la sua opera messinese più bella, fortunatamente ancora esistente, è la villa –castello che realizza per Tommaso Landi nel 1847, su un'altura dominante il Torrente Boccetta.

Riaffiora ancora una volta la sua indole ribelle di autentico patriota e, nel 1848, è fra le barricate a combattere durante i moti rivoluzionari  messinesi antiborbonici: in conseguenza di ciò è costretto all'esilio e riprende la congeniale vita di peregrinazioni in Italia e all'estero, accompagnata da intensi studi e ricerche. In questo periodo, ricadono i quattro anni di residenza a Londra, dove Falconieri esegue lavori a Buckingam Palace e progetta un imponente e scenografico cimitero  che non sarà realizzato.  Seguono il teatro Chiabrera a Savona (1853), la Corte Superiore di Cassazione a S. Maria Novella e il Ministero degli Affari Esteri  al palazzo della Signoria, a Firenze. Nel 1865 è ingegnere-architetto del governo italiano e proprio a lui, in occasione del trasferimento della capitale da Torino a Firenze, viene affidato il prestigioso e invidiabile incarico di adattare, nel palazzo Vecchio e nel teatro Medici agli Uffizi, le sedi delle due assemblee legislative.

Carlo Falconieri morirà lontano dalla sua Messina, cui il suo animo si era sempre rivolto con memore tenerezza, il 15 marzo 1891, trovando sepoltura nel Campo Verano a Roma.  

   

 

 

 

 

2008  Testi e fotografie di Pippo Lombardo e Nino Principato